Panico da rotatoria

Ebbene sì, dopo circa 2000 anni anche in Italia le rotonde sono tornate quasi ovunque, infatti non sono stati i francesi a inventarle ma noi, ovvio, con “li Romani”: la più antica rotatoria fu certamente quella ideata dai Romani di fronte alle terme di Diocleziano (fonte Wikipedia).

Ora però c’è da dire che per noi motociclisti affamati a volte buttarsi in queste slot machine non è piacevole per diversi motivi che sono:

per prima cosa la genialità di chi le progetta e le costruisce, perché capisco che l’acqua deve scolare verso l’esterno ma ci sono rotonde che sembrano colline. La moto curvando sempre a sinistra si perde l’asfalto sotto le ruote, e diventa “fisicamente” difficile scalarle se non percorrendole quasi da fermo o in stile motard. Forse in alcuni punti i progettisti hanno esagerato con le rotonde di rotonde di rotatorie dentro una rotonda creando così dei luna park.

L’asfalto è penoso, ci vuole manutenzione, le strisce sono lisce, cosa ci vuole a farle “ruvide”? me lo sono sempre domandato, a volte lo sforzo fra un lavoro ottimo e uno penoso è minimo!

L’automobilista impanicato invece è li, ancora non ha capito niente… dopo anni… ma come sappiamo gli Italiani sono un popolo di piloti e di “duri” nel senso toscano della parola, e quando c’è la sfida diventa anche aggressivo, insomma la precedenza viene data a caso, a quel punto preferisco l’anarchia, tutti siamo lì ad aspettarci di tutto, invece ora non sai mai chi entra, chi esce o chi sta dentro. Altra cosa, le corsie d’ingresso: se ce ne sono due ci sarà un motivo ma nessuno lo sa.

Insomma… non c’è soluzione, usare la moto tutti i giorni non è uno sport per tutti. Chi guida la moto ha una sensibilità diversa dall’automobilista indisciplinato, quindi occhi aperti nella guida cittadina!

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