Moto e sicurezza: L’abbigliamento tecnico

Autore: Enrico

Prerogativa di ogni motociclista che si rispetti, al contrario di ciclisti e sputeristi, è la forte attenzione al tema della sicurezza. Se da una parte è vero che Il motociclista non si tira indietro quando trova l’opportunità di aprire il gas, è anche vero che ama farlo in sicurezza. Per questo non c’è motociclista che si rispetti che non abbia nel suo armadio almeno un oggetto da indossare che costi almeno qualche centinaio di euro. A partire dai caschi, importantissimi, per arrivare poi alle giacche, guanti, stivali, tute, tute da acqua, tartarughe… insomma chi più ne ha più ne metta . Non bisogna scordare che in questi anni il motociclista sicuro è stato anche fortemente aiutato dalla tecnologia che, ad onor del vero, ha fatto passi da gigante. Qui di sotto qualche consiglio e informazione sui diversi capi d’abbigliamento tecnico del motociclista.

Casco
Partendo dalla testa , la parte più importante da proteggere, troviamo il casco, successore dell’elmo dei cavalieri, presente oggi in molte forme e materiali . Non staremo a prendere in considerazione i caschi ”a padella ” o jet , che non appartengono ai motociclisti che amano proteggere bazza e denti. Non possiamo però classificare questa tipologia di casco come ‘’totalmente inutile’’; vero è che pesano poco, ingombrano meno degli integrali e fanno prendere una piacevole brezza sulla faccia: per questo a volte il motociclista decide di usarli per fare casa-lavoro o casa-mare, che dire, non è il top ma per brevi tragitti il loro utilizzo può essere più o meno lecito, ovviamente guidando con estrema prudenza e velocità da sputer .
I caschi integrali sono quelli largamente più diffusi nel campo motociclistico, sia per la loro protezione totale della faccia e sia per la schermatura del vento che, ad alte velocità come in autostrada risulta molto fastidioso.
Per una scelta saggia il consiglio è quello di spulciare il sito Sharp Test, azienda sovvenzionata per intero dal governo inglese che effettua test sui caschi più diffusi e ne attribuisce un giudizio sul grado di protezione in base alle ”stellette” conferite: più stellette ha il casco e più è reputato essere sicuro. Un casco da 5 stelle è quello più sicuro. Il motociclista deve essere affascinato ovviamente anche dalla forma del casco, per questo si consiglia di scegliere una forma che piaccia e poi affidarsi ai tecnici della sharp test per capire se il casco amato è anche sicuro, altrimenti dirigere le proprie attenzioni su un altro casco. L’importante è la sicurezza ma anche i colori, potendo scegliere, sempre colori sgargianti o ben visibili !!!
Compiuta la scelta, la cosa importante è la misura: molti caschi consentono la scelta della misura sia della calotta esterna sia di quella interna (il rivestimento), quindi occorre tassativamente recarsi al rivenditore della marca scelta ed effettuare le prove con le diverse misure: la prova classica consiste nel sentirsi il casco bello aderente al volto (deve comprimere le guance dando all’inizio quasi fastidio) e provare a scuotere la testa verificando che il casco non si muova. Il cinturino meglio se è quello a doppia D , classico sistema di aggancio dei caschi sportivi.
Decise le misure esterne e interne, occorrerà valutare il prezzo del negozio e prima di acquistare verificare sempre che on-line non si trovi qualcosa a prezzo più basso – ho sempre pensato che fosse ”più sicuro” acquistare direttamente in negozio visto che ‘’forse’’ il casco potrebbe aver viaggiato ‘’il meno possibile’’ sui corrieri, ma di recente mi sono ravveduto visto che non si può sapere MAI quale viaggio abbia effettuato il casco e come sia stato trattato prima del nostro acquisto, anche in caso di acquisto direttamente in negozio!

Giacche / Pantaloni / Tute
La Giacca da moto è il capo d’abbigliamento che distingue subito il motociclista dal resto dell’umanità: la pelle la fa da padrona anche se cordura e altri materiali stanno prendendo sempre più piede. Il grosso vantaggio della pelle è che essendo spessa protegge meglio soprattutto in caso di scivolata, dove l’abrasività dell’asfalto consuma immediatamente gli altri materiali arrivando facilmente a bruciare la ciccia del motociclista! Indispensabili le protezioni inserite dentro le giacche (spalle, braccia, schiena) che attutiscono eventuali colpi derivanti da cadute.

Stessa storia per i pantaloni: sempre meglio la pelle, altri tessuti non offrono la stessa protezione! Protezioni alle ginocchia e ai fianchi e, perché no, due saponette sui lati esterni.La tuta da motociclista è poi l’unione della giacca + pantalone: ne è obbligatorio l’uso in pista ed è fortemente consigliata poiché protegge totalmente la buccia del motociclista che ama indossarla soprattutto durante le girate un po’ allegre. Meglio sempre la tuta intera anziché il due pezzi, quest’ultima però risulta indubbiamente più pratica e consente di usare la sola giacca o il solo pantalone, e, quando usati insieme, i due indumenti hanno ognuno una cerniera che permette di ancorarli assieme . Gli indumenti della ‘’spezzata’’ possono anche esser acquistati separatamente.
Quasi tutte le tute sono in pelle bovina con inserti di tessuto traforato nei punti delle articolazioni, la pelle di canguro invece è più resistente e più elastica, quindi più pregiata costa parecchio di più. Essendo la tuta un indumento che deve essere indossato su misura (appena si ingrassa o si dimagrisce bisogna cambiarla perché deve stare aderente ). Internet risulta avere buone offerte e si trovano tute usate anche pochissimo a prezzi stracciati (chiaro che bisogna accettare il fatto che sia stata indossata da un altro ed è meglio quindi un buon lavaggio delle parte interne prima di metterla).

Gilet airbag e tartarughe
Da qualche anno a questa parte stanno facendo la comparsa sul mercato i gilet o giacche con sistema airbag. Il dispositivo consente di proteggere la schiena e altre parti vitali del motociclista in caso di disarcionamento dalla moto.
Esistono ad azionamento di tipo meccanico e da pochissimo, anche elettronico. Per quelli di tipo meccanico si hanno sempre costi abbastanza elevati e sono costituiti da un cordino che esce dalla parte posteriore del giacchino ed il motociclista, ogni qualvolta monta in sella, lo deve ancorare tramite moschettone ad una parte fissa,anche un altro cordino,precedentemente fissato sulla sella o sul telaio della moto. Il cordino è attaccato, dentro al giubbotto a una bomboletta ad aria compressa che in caso di strattone (cioè quando il motociclista sta ‘’volando’’ via dalla moto) innesca l’esplosione dell’airbag che in una frazione di secondo si gonfia. La scelta del giubbino deve ricadere su quelli che garantiscono il minor tempo possibile nell’apertura del pallone (airbag). Il cordino è sufficientemente resistente da non innescarsi qualora il motociclista, parcheggiata la moto, scenda dimenticandosene il disinserimento.Quelli di tipo elettronico (per adesso che io sappia esiste il D-AIR della Dainese che costa sui 1000 Euro) hanno invece un dispositivo simile a un accelerometro inserito nella giacca e altri sensori collegati alla moto (magari alimentati dalla stessa batteria), gli apparecchi comunicano fra loro via radio e quando uno di questi sta viaggiando ad una velocità diversa dagli altri, significa necessariamente che il motociclista sta ‘’volando’’ via dalla moto per cui si aziona automaticamente il meccanismo airbag.Unico neo di questi airbag è che NON consentono il trasporto di uno zaino, cosa indispensabile per il motociclista. Inoltre in caso il motociclista indossi una tuta con il rigonfiamento sulla schiena (vuoi che sia di tipo solo aerodinamico o di tipo protettivo), il gilet risulterà quasi impossibile da indossarsi.
Al posto di questi dispositivi di nuova concezione i motociclisti amano indossare le tartarughe, dispositivi di forma plastica semi-rigida che si indossano tipo zaino ma all’interno della giacca. Queste tartarughe sono a disposizione in diverse taglie, materiali e misure e hanno più o meno ‘’vertebre’’ a seconda di quanta porzione di schiena andranno a proteggere. Il loro costo medio è di poco sotto al centinaio di euro.
Devo ammettere che scrivendo questo articolo mi accorgo che l’airbag è infinitamente più protettivo della tartaruga e dovrei fare qualcosa per NON portarmi più lo zaino appresso ed indossare sempre il gilet airbag.
Bisognerebbe anche che i dispositivi salva-vita fossero venduti a prezzi molto più bassi (magari con qualche incentivo statale) in modo da consentirne a tutti un eventuale acquisto ….Ragazzi, invece che acquistare scarichi da 1000 Euro, comprate giubbottino AIRBAG !!

Guanti
I guanti? Chi utilizza la moto senza guanti? Anche questi sono essenziali per proteggersi sia dal freddo, sia dagli insetti che in assenza di paramani si spiaccicano sulle nocche e sia dal grip delle manopole che, essendo elevato, tende a rovinare il palmo della mano. Solitamente il motociclista che cavalca tutto l’anno ha nel suo guardaroba sia un paio di guanti invernali che uno paio di guanti estivi. Anche in caso di caduta il guanto è un’importante protezione, per questo sempre meglio acquistare quelli con la parte sopra nocca in carbonio (per chi non lo sapesse il carbonio è un materiale composito ultra leggero ed ultra resistente) . Potendo scegliere, meglio prenderli di colori sgargianti così quando si mandano affanculo gli automobilisti, il dito risulta ben visibile.

Stivali
Gli stivali permettono al motociclista di agire agilmente sulle leve (soprattutto il cambio) senza rovinare le calzature.
Altro imprescindibile elemento di caratterizzazione del motociclista sempreverde è l’immancabile segno del cambio sulla parte superiore della scarpa sinistra: ahimè gli stivali non si possono indossare sempre. Personalmente li indosso solo in caso di girate lunghe e mai per il tragitto casa-lavoro. Queste calzature sono spesso in pelle con i rinforzi nei punti giusti, hanno poi (soprattutto quelli sportivi) delle protezioni in carbonio che in caso di caduta permettono di proteggere quelle parti del piede-caviglia più esposti ad infortuni (caduta su asfalto o piede rimasto sotto la moto). Gli stivali forniscono anche riparo contro gli agenti atmosferici (il motociclista ha sempre i piedi esposti, al contrario degli sputeristi).

Tute antiacqua
Se capitate nel bel mezzo di un acquazzone (e quando si tratta di girate di diverse centinaia di km non è raro) ringrazierete il momento in cui acquistaste la tuta antiacqua. Questa è leggera, si piega su se stessa occupando abbastanza poco spazio e si presenta in 2 pezzi o tutta intera (ovviamente la seconda è quella che mi sento di consigliare). Per bagnarsi completamente quando si cavalca, bastano pochi secondi: la pioggia che cade dall’alto e l’acqua alzata dalle automobili rendono il centauro l’essere più bestemmiante sulle strade bagnate; Stare attenti a non cadere è già un bel compito , se si riesce a farlo con il corpo asciutto è molto meglio!!

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