Minimoto – un’estate oleosa

Autore: Enrico P.

Era l’estate del 2005. Già da qualche tempo avevo notato su internet che i cinesi avevano cominciato a copiare le grandi marche che da sempre producevano con qualità i piccoli modelli di moto: le minimoto.

Queste sono un ottimo campo scuola per bambini desiderosi di essere futuri piloti (o meglio, figli di piloti o aspiranti tali) e ottimo divertimento per grandi desiderosi di grattare qualcosa sull’asfalto durante una piega senza il rischio dell’alta velocità su un missile da 200 cavalli. Il successo di questi divertenti due ruote aveva invogliato la concorrenza dell’estremo oriente a immettere sul mercato modelli simili ai blasonati Polini, DM e company ad un prezzo accessibile. Il risultato fu un boom di vendite di minimoto. Il prezzo medio all’epoca si aggirava sui 250 Euro, si poteva scegliere carenatura e motorizzazione.

La stragrande maggioranza di minimoto cinesi montava motore 2 tempi da 50cc raffreddato ad aria, telaio tubolare fatto di ferraccio di scarsa qualità e coperture di qualità ancora inferiore. Ovviamente non si poteva chiedere molto a quel prezzo così risicato.

Un pari livello di buona marca costava almeno 4 volte di più. Ai giovani affamati bastava ed avanzava il low level che la Cina proponeva. Tutto partì dall’acquisto che uno dei nostri amici fece, la vedemmo e la provammo, era emozionante. Il giardino di casa propria poteva diventare un entusiasmante circuito, il vialetto della chiesa poteva essere il rettilineo del Mugello. I sabati pomeriggio divennero presto dedicati alla crono-minimoto, avevamo trovato un parcheggio di recente asfaltatura, poco trafficato e avevamo preso delle bottigliette d’acqua o qualsiasi altra cosa per delimitare il tracciato (poi, col tempo, ci raffinammo usando i birilli).

D’obbligo casco, gomitiere, ginocchiere e guantini da palestra. Certo si stava scomodissimi sulle minimoto, il piede doveva essere messo con la suola parallela alla carena e tutte le volte che si apriva il gas il gomito si incastrava sotto il ginocchio. Ma ogni curva garantiva una grattata di ginocchiera: essendo così piccola bastava inclinare la moto di una manciata di gradi che subito l’asfalto era vicinissimo. E che rumore e che fumareccia: il terminale di scarico era chiaramente senza alcun tipo di filtro acustico e il 2 tempi beveva miscela che ci facevamo rigorosamente in casa: al motto di ”meglio un po’ di più che un po’ di meno” risultava essere sempre molto grassa con conseguente fumata in eccesso. Ovviamente la competizione infiammava gli animi e ci voleva almeno un altro modello per poter fare delle gare più serie ed abbandonare la crono. Così arrivò il mio turno ed acquistai una bellissima e cinesissima minimoto gialla con livrea CAMEL, clone in scala di quella che poco tempo prima era stata la compagna di Biaggi in MotoGp. E la sfida iniziò. La minimoto che cavalcavo risultò ben presto meno performante di quella comprata precedentemente dall’amico quindi in verità la sfida non era proprio alla pari, ma a noi bastava per riempire i pomeriggi di olio e fumo. E le gomme presto furono da sostituire, le pedane da rimpiazzare, le viti (nel migliore dei casi) da stringere e la catena da riparare.

Ogni sabato sera la minimoto doveva passare dall’officina per rimettersi in sesto. Tanto meglio, così si imparava anche qualche nozione di mini-meccanica. Chissà perché la mia è più lenta della sua , fammi vedere un po’ qui.. fammi smontare di là .. e trovai cosa c’era: una strozzatura sul tubo della marmitta limitava l’espulsione dei gas di scarico. Togliere subito! Ma ormai l’estate era terminata già da un pezzo, le giornate erano decisamente più corte e tutte le volte che era ora di gara il pubblico aumentava. Conseguentemente arrivò inevitabile e funesto il monito delle forze dell’ordine. Si dava noia (non abbiamo mai saputo a chi) e comunque il parcheggio era pubblico e non potevamo disporne per fare dei campionati di minimoto.

Rimane il ricordo di una bellissima, oleosa estate ed una piccola due ruote gialla parcheggiata dai miei che presto devo trovare la maniera di portare a casa!

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