Inverno! Non spegnerai la mia passione

Autore: Enrico

E’ da poco arrivato il freddo. Io non lo amo, per me significa inevitabilmente inverno, quindi giornate corte e vestiti pesanti. Ma se c’è una cosa che mi attira e dona a questa inattraente stagione un qualcosa di frizzante, è poter cavalcare la mia due ruote quando nessuno o solo pochi lo fanno. Per dovere di cronaca bisogna aggiungere che ho la fortuna di lavorare vicino a dove abito, quindi non mi pongo i problemi che tanti, costretti magari a macinare manciate di km, si porrebbero. In ogni caso se si trattasse di 10 km o di una distanza simile, direi che la mia scelta ricadrebbe comunque sul motoveicolo, per distanze maggiori sarebbe oppurtuno valutare abbigliamento iper-tecnico, manopole riscaldate e magari paragambe per poter fare una prova ed assoporare dal vivo cosa voglia dire fare parecchi km a temperature prossime o sotto lo zero. Non è da escludere che la scelta continuerebbe a ricadere sulla due ruote nonostante distanza e freddo.

L’inverno porta indiscutibilmente i motociclisti affamati a spaccarsi in due, i motociclisti affamati e gli affamati e basta. Va bene anche così, è giusto che ognuno viva la moto come meglio crede e, come è già stato detto, se cavalcare nei mesi freddi non da piaceri è corretto e non biasimabile riporre la bestiola in letargo.. e poi un motociclista rimane tale anche quando non cavalca! Ma questo è il mio articolo e quindi scriverò di come io vivo la mia passione anche durante l’inverno. Io, che sono un semplice e godo di piccole cose, ho un buon mood quando mi ritrovo da solo a galoppare sull’asfalto magari fumante, quando gli pneumatici non si scaldano MAI. Quando come ricorda il buon Nico (che poi si chiamerebbe Enrico) Cereghini se usi la moto non ti ammali, se ci credi bene se non ci credi è uguale. Quando il comodo motociclista estivo ferma l’assicurazione, si toglie i guanti e si mette le dita nel naso per guidare la calda automobile. Quando per le strade si vedono solo i motorini dei bimbetti che non hanno scelta, o sputer o autobus, quando gli anziani smettono di barcollare in mezzo alle vie con le loro cigolanti biciclette. Quando nei parcheggi per motocicli c’è solo lei, che, da sola, si pavoneggia assaggiando la recente brinata. Quando chi ti vede a -2° vestito da cavaliere ti dice ”ma come fai” e te gli rispondi ridacchiando “ma come fai te!” Quando sai che un po’ di freddo alle mani lo devi sentire per forza perchè altrimenti con i superguanti isolanti da neve non avresti sensibilità nel dosare il gas. Quando il tuo nemico numero 1 non è più il salmastro o la sabbia ma il ghiaccio sempre pronto a tirarti dei tranelli, soprattutto quando ti aggrappi al freno anteriore e speri che ”tutto tenga” altrimenti le tue gengive potrebbero assaggiare l’asfalto.

Voglio sentire il freddo che assieme al vento mi avvolge le gambe e di sotterfugio entra in quello spiraglietto che sempre lascio tra la visiera e la parte sottostante del casco, voglio il moccio al naso e la lacrimuccia all’occhio. Voglio una volta tanto godere di quanto scalda il mio cavallo di ferro stiepidendomi i piedi sul motore. Voglio le ginocchia che fanno crok quando scendo dalla sella e voglio sentire il disagio del freddo alle tempie quando mi tolgo il casco.

Cosa aggiungere a questa mia fredda ode? Ma certo: un pensiero per te… Automobilista: ti voglio lasciare in coda a scaccolarti o a telefonare col cellulare mentre io arrivo felice a destinazione… e prima di te.

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