Il gp del Mugello

Almeno ogni dieci anni le tradizioni vanno rispettate e i motociclisti affamati sono partiti alla volta del circuito del Mugello per vivere questo mitico week end di corse.

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E’ scritto anche sui muri: “al Mugello non si dorme”, sembra la tipica frase a cui dici.. si ok, che sarà mai?! il Woodstock?!. Diciamo che l’unica cosa che manca è la buona musica, per il resto c’è anche qualcosa in più: ci sono i bagni, ci sono decine di migliaia di moto, motoseghe, motocoltivatori, minimoto, motori da banco pronti a fare rumore per tutta la notte e migliaia di decine di litri di birra anch’essi pronti per essere scolati da altrettante decine di migliaia di persone, insomma una gran bolgia.

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Le poche regole da rispettare per raggiungere il circuito e vivere per due giorni l’anarchia di quello che c’è dentro sono poche ma vanno rispettate: partire presto, trovare un posto per la tenda che non sia il centro della festa la notte, parcheggiare la moto dove riteniamo sia meglio per lei e non toccarla mai più prima di un paio d’ore dalla fine della gara. Se piove! Attrezzatevi perché come ho letto in rete e vissuto dieci anni fa: “mancano solo gli alligatori e poi è come essere alle Everglades(cit.)”. Però consiglio a tutti almeno una volta di andarci in moto e non reputo assolutamente questa manifestazione pericolosa come si narra, certo non è la processione del venerdì santo o nemmeno la sagra della moderazione. Diciamolo è solo una gran festa con tutti gli eccessi del caso, quindi andateci e divertitevi!!!

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