La via del Sale in moto: il viaggio

Autori: Andrea, Simone


AGGIORNAMENTI 14/07/2017 (Fonte La Stampa)

Vista la sempre maggiore richiesta di informazioni su questo post vi riporto alcune informazioni prese da un articolo del La Stampa ( quì l’articolo)

Il regolamento vieta l’accesso ai veicoli a motore il lunedì e il martedì, mentre non c’è nessun limite per ciclisti ed escursionisti a piedi o a cavallo. Dal mercoledì alla domenica, invece, potranno transitare un massimo di 80 auto e 140 tra moto e quad, al costo rispettivamente di 15 euro e 10 euro giornalieri. 

Il percorso a pagamento è lungo 40 chilometri. Si parte dal colle di Tenda e, attraverso i colli della Boaria e dei Signori e il passo di Framagal, si scende a Monesi. L’unico punto di appoggio sul tracciato è il rifugio «Don Barbera» (tel. 0174/086157). I tempi di percorrenza medi sono valutati in un giorno per gli appassionati di mountain bike e un giorno e mezzo per gli escursionisti. Al termine si aprono vari itinerari, verso il mare o verso l’entroterra ligure e francese.  

Domenica 25 giugno la strada sarà chiusa, per garantire il passaggio in sicurezza degli atleti dell’omonima gara di mountain bike. Sarà però possibile andarli ad applaudire lungo il tracciato. Info aggiornate sulle condizioni al 366/6815384. Prenotazioni dei ticket di ingresso sul sito www.limoneturismo.it.


La sveglia suona alle 4.30 del mattino; E’ presto cavolo! Fuori è sempre buio ma è il momento di salire in sella. Destinazione? La VIA DEL SALE.

Ancora mezzi addormentati imbocchiamo l’autostrada al casello Versilia e partiamo a testa bassa in modo da far scorrere il prima possibile quei circa 300 km che ci separano dal casello di Arma di Taggia.

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Dopo 2 ore di marcia costante a 90km/h però la sosta è obbligatoria; colazione, benzina, due chiacchere e si riparte per gli ultimi 100 lunghissimi chilometri di noiosissima autostrada.

Pagato il pedaggio inizia finalmente l’avventura; la strada che sale fino a Colle di Melosa è stretta e un po’ malmessa ma dopo circa un’ora tra chilometri e sguardi alla cartina arriviamo al Rifugio Allavena; il nostro punto di partenza!

Entriamo e chiediamo informazione a due tipi del CAI, non sembrano molto d’accordo tra loro ma più o meno ci indicano la strada da percorrere; alle 11.00 siamo pronti per abbandonare l’asfalto e iniziare il nostro giro!

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Lo sterrato va su svelto verso il Colle di Sanson, subito “aperto” da un lato privo di guard-rail con la valle sotto i nostri occhi (e le nostre ruote…).

Siamo talmente eccittati ed euforici che non ci accorgiamo di dove stiamo andando:

-Il tipo del CAI ci aveva detto di svoltare a sinistra prima dello spiazzo con i fortini bellici:

-Ma no! a destra dopo i fortini!

-Si ma aveva detto che la strada saliva ancora, qui invece scende!!!

-Vabbè dai, andiamo di là!

Percorriamo qualche chilometro e chiediamo indicazioni ad un signore a piedi il quale ci fa notare che era la 3° volta che transitavamo davanti a lui senza che ci accorgessimo di niente! In pratica stavamo girando in tondo su diversi sentieri che portano allo stesso punto di partenza!!!

si inizia bene”

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Cartina alla mano ci rendiamo conto che il nostro punto di partenza è ancora dietro l’angolo, a pochissimi minuti da noi!

Trovato l’imbocco del sentiero giusto ci dirigiamo verso Triora, ci sarebbe anche un taglione da fare passando dal passo del Colle Ardente ma più persone lo hanno sconsigliato per le condizioni pessime in cui si trova.

Una volta arrivati vicino Triora iniziamo a vedere le indicazioni per Monesi, qui la strada è molto divertente e scorrevole, viene voglia di darci dentro col gas ma un paio di sassi presi in pieno ci fanno capire che se rallentiamo magari non facciamo danni e riusciamo a tornare a casa interi.

Riduciamo quindi la velocità godendoci il panorama spettacolare che ci circonda e poco prima di Monesi troviamo l’imbocco di una grotta antica, sembra scavata a mano con un piccone, dentro è buio pesto mentre il fondo scivoloso e dissestato ci fa stare all’erta: che spettacolo

Davvero emozionante attraversarla!

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Una volta arrivati a Monesi ci infiliamo affamatissimi in un localino pieno di enduristi, ordiniamo un bel tagliere di salumi e formaggi tipici della zona che ingurgitiamo ferocemente accompagnando il tutto con del buon pane.

Per non ripetere l’errore e cominciare nuovamente a girare a vuoto prima della ripartenza chiediamo la strada da seguire al gestore del locale, subito ci spiazza dicendoci che una frana ha interrotto la via che porta al rufugio Don Barbera, rendendo forse impossibile il transito…una telefonata fatta dal gentile gestore al rifugio per sapere la reale situazione ci tranquilla; la frana c’è, ma si passa!!!

Riaccendiamo il motore, innestiamo la prima e la strada sotto di noi comincia ad essere più pietrosa e fangosa con il panorama a tratti coperto da nuvole basse; il tempo sta cambiando in peggio ma noi non molliamo fino a che non arriviamo ad un bivio, c’è un cartello con scritto: “stada chiusa per lavori”.

Ok, stavolta siamo sulla strada giusta, proseguiamo attraversando un bosco un pò fangoso e dopo circa 5 chilometri arriviamo ad una transenna; scendiamo dalla moto e la spostiamo quel tanto che basta per passare ma…..sorpresa! Da dietro un cespuglio spunta la forestale…..

panico!

Subito pensiamo alla multa salata da pagare ma grazie ad un educazione da manuale riusciamo a scamparla, però purtroppo di qui non si passa e bisogna fare marcia indietro.

Che amarezza dopo tante fatiche ci tocca abbandonare sul più bello, si perché il tratto più suggestivo inizia proprio da li e sale fino a Colle di Tenda.

Con l’amaro in bocca e un po’ di delusione torniamo indietro…inizia anche a piovere!

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Urge una decisione e optiamo per arrivare a Limone Piemonte prima di sera in modo da riprovarci il giorno dopo all’alba.

Camminiamo come dei pazzi fino al Colle di Sanson e poi prendiamo per La Brigue, il tratto più divertente da guidare tutto in discesa con diversi tornanti e su un terreno piuttosto morbido; cè molto traffico, moto di ogni tipo salgono in su a passo lento mentre endurone di ogni stazza scendono nella nostra direzione a passo svelto, siamo avvolti un un polverone da rally africano, non vediamo più niente tranne qualche faro di chi ci precede o di chi ci viene contro…

Il passo ormai è fin troppo veloce, i chilometri da fare sono tanti per arrivare a Limonetto e quindi la foratura è scontata…Simone decide di non andare di fast ma cambiare la camera d’aria, è convinto di riuscirci in 15 minuti, alla fine ci metteremo un po’ più di un’ora a causa della quasi totale inesperienza e delle leve per stallonare adatte ad una graziella, non certo ad una moto!

Sono le 18.00 e lo sterrato è finito per oggi, si prosegue cauti fino a Tenda, un paesino Francese a picco su una collina, molto molto carino, giusto il tempo di fare benzina nell’unico distributre super affollato causa cavalcata enduro (ecco cosa ci facevano tutte quelle endurone che scendevano La Brigue assieme a noi!) e si prosegue in direzione del tunnel di Tenda su per una strada molto ampia dove nonostante le gomme sgonfie e tacchettate si riesce a fare pieghe da superbike!

Il tunnel è piuttosto stretto per questo si passa alternando una corsia all’altra ad intervalli di 30 minuti, attendiamo quindi i 15 minuti rimanenti all’apertura rilassandoci un po’.

Arriviamo a Limonetto dove troviamo un albergo piuttosto economico all’inizio della strada per limone1400, dopo 15 ore in sella finalmente doccia e cena.

Il paesino è molto carino ma la nostra passegiata in centro si limita alla scelta del ristorante dove ci facciamo apparecchiare fuori nonostante in veranda non ci sia nessuno, strano che qui siano tutti rintanati all’interno dei locali mentre fuori la temperatura è molto gradevole!

Recuperiamo le energie con gnocchi, ravioli, salsiccia alla griglia e patate, mandando giù con una buona bottiglia di Dolcetto D’Alba, caffè e grappa per dormire in serenità!

La sveglia stavolta suona alle 6.00 e subito ci mettiamo in cammino, obbiettivo: rifugio Don Barbera!

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Si inizia a salire su da Limone1400 la strada da prima asfaltata diventa di cemento e passa attravero le piste da sci, sentiamo l’adrenalina scorrere, ci siamo quasi…poco dopo il rifugio La Marmotta inizia lo sterrato, un cartello indica strada chiusa per frana a 9 chilometri, ormai ci siamo e ci buttiamo!

La via è rocciosa e stretta, non ci sono protezioni ai margini e lo strapiombo è da paura, inizialmente ci cachiamo un pò sotto non tanto per le condizioni della strada ma per l’altitudine e i precipizi, poi veniamo incantati dal panorama, sembra di essere alla fine del mondo, ci siamo solo noi e tutto intorno è immacolato; avvistiamo cerbiatti, marmotte, animali quasi mitologici ormai in più la luce del sole che si sta pian piano alzando rende l’atmosfera surreale…

Qualche chilometro e arriviamo alla frana, scendiamo dalle moto e la percorriamo a piedi per capire da dove passare, non c’è molto margine ma ci facciamo coraggio, si va uno alla volta e alla fine tutto va per il meglio….

Ancora diversi chilometri, nei quali lo scenario cambia passando dalle enormi vallate che si trovavano a picco sotto di noi a punti molto rocciosi quasi desertici, e arriviamo al rifugio Don Barbera.

Appena entrati veniamo accolti con un buon caffè ma ci fermiamo poco perchè la voglia di fare strada è tanta, continuiamo a scendere verso Monesi e il panorama tutto a un tratto svanisce per fare posto ad un folto bosco, non prima però di rimanere “intrappolati” in un greggie di pecore e capre che invade tutta la stretta strada…

Scendiamo ancora ma veniamo fermati da un “omino” in verde, caz.. ce l’avevamo quasi fatta e invece….

Fortunatamente è solo un guardiaparco il quale ci mette all’erta sulla forestale!

Ormai ci siamo, pochi metri e vediamo il cancello dove il giorno prima ci siamo dovuti rigirare…..

la gioia di avercela fatta è tanta!

Guardiamo l’orologio, sono le 10 di mattina, ci prepariamo per il ritorno rigonfiando le gomme, poi ci guardiamo negli occhi:

perché non andiamo a Montecarlo a fare il giro della Formula1? tanto ormai siamo vicini!”

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Ok, partiamo direzione Imperia e subito autostrada fino Montecarlo…A dire il vero non eravamo proprio vicini…ci sono 50 chilometri da fare per arrivare e altrettanti per tornare…

Una volta arrivati lo vedi subito, gli altri paesi lungo il litorale sono tutti molto simili, Montecarlo è imponente, ci sono due grattacieli che non stonerebbero affatto a Manhattan, i palazzi sono tutti molto sfarzosi e lussureggianti, gli yacht privati davanti al porto hanno dimensioni da traghetti: che lusso!

Davanti a noi passano auto mai viste, forse prototipi o fatte su misura, ci sentiamo abbastanza fuori luogo tutti infangati e sudati, anche se di turisti curiosi ce ne sono molti in giro…

Scendere in centro non è facile e fare il giro del circuito è impossibile, troppi sensi unici e troppe cose da vedere per concentrarsi sulla guida; giriamo un pò a vuoto e poi torniamo su verso l’autostrada concedendoci solo la famosa galleria e il tornantino “Virage Fairmont (Loews)” .

Il viaggio è finito, adesso ci manca solo un lungo trasferimento verso casa…

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PICCOLI CONSIGLI

Il primo è sicuramente quello di fare questa famosa strada di “alta quota” della quale tutti vi diranno che è il sogno di ogni endurista, non per quanto riguarda la difficoltà ma sicuramente per le emozioni che il suo “immacolato” paesaggio sa regalare!

Di seguito riportiamo piccoli consigli che potranno servirvi utili, seppure molti di essi possono sembrare quasi scontati…

– portatevi dietro: acqua per dissetarsi, un piccolo kit di primo soccorso (costano poco e per una piccola evenienza sono utili), kit di riparazione pneumatici (camere d’aria di scorta con compressorino o bomboletta oppure striscie autovulcanizzanti per pneumatici tubeless), una fettuccia per il traino (speriamo non ce ne sia mai bisogno “sgrat”!), piccoli attrezzi con qualche fascietta da elettricista e nastro americano (salvano da molte situazioni!))

– consigliamo di utilizzare pneumatici misti on/offroad, non per la difficoltà del percorso ma perchè una cosa è fare il giro divertendosi e gustandoselo, ben altra è l’essere “sacrificati” (in più rovinereste i vostri pneumatici prettamente stradali tagliuzzandoli sulle roccie)

– portatevi o comperate una cartina delle alpi marittime con tutti i sentieri delle zone interessate (se vi troverete a chiedere alla sempre disponibile e gentile gente del posto ascoltate solo la prima strada che vi spiegheranno dopodichè memorizzate e staccate il cervello; a seguire vi elencheranno tutte le altre strade con i relativi sbocchi e i relativi incroci creando una bella confusione nella vostra testa. Vi assicuriamo che di stradelli non ce ne sono pochi e perdersi è un attimo!…Ovviamente apprezziamo tutto ciò ma è impossibile se non siete del posto ricordare tutto!)

– benzina sicuramente a Tenda e prima della salita per arrivare al rifugio Allavena (vi servirà una autonomia di almeno 150 chilometri per essere tranquilli)

– per dormire noi abbiamo portato una tenda come sicurezza ma non ce n’è un gran bisogno, se vi informate a seconda del periodo che non ci siano grosse manifestazioni nei paraggi di alberghi ne troverete sia a Tenda che a Limonetto, inoltre è possibile generalmente dormire anche nei rifugi che incontrerete

– cercate di godervi la strada senza strafare, il percorso è semplice ma un errore può essere fatale!

– per non rischiare di trovare la strada chiusa vi consigliamo di informarvi chiamando direttamente la forestale del posto (i rifugi non vi diranno mai se la strada è chiusa…)

– essendo a più di 2000 mt s.l.m. questa strada è coperta di neve fino a giugno inoltrato o luglio (dipende dal tempo che fa) quindi consigliamo di andare ad agosto/settembre

Ma soprattutto, se decideste di partire, contattateci che noi ci torneremo in un lampo!

Buon divertimento a tutti!

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4 pensieri riguardo “La via del Sale in moto: il viaggio

  • giugno 6, 2017 in 10:48 am
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    Niente male davvero, quasi quasi un giro a fine luglio lo farei… che ne dite ? voi ci sareste ?
    Sono anch’io della versilia (Viareggio).
    Un consiglio, io ho una XT 660 R tassellata e mio figlio una kawa KLX 250 più specialistica ma piccola nella cilindrata.. possono andare per il giro ?
    Attendo vostre notizie
    Ciao

    Adriano e Jacopo

    • giugno 6, 2017 in 11:48 am
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      Ciao Adriano,
      con le vostre moto non avete problemi a fare quel giro, anzi, meglio sicuramente di una maxienduro. Il problema forse è l’autostrada per arrivarci. Purtroppo noi non abbiamo più quel tipo di moto per viaggiare.
      Vi divertirete sicuramente, informatevi presso i comuni della zona per sapere quale strade sono aperte e percorribili.
      Saluti

  • luglio 14, 2017 in 12:22 pm
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    Ciao Raffello,
    puoi partire anche dal colle di Tenda da Upega in Liguria o al contrario da Limone Piemonte.
    Saluti

  • luglio 14, 2017 in 12:23 pm
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    Ciao Beppe,
    purtroppo non ci siamo, buon viaggio.

I commenti sono chiusi