La verde Umbria, Spoleto, due giorni enogastronomici

Autore: Simone G.

Eccomi qui, a condividere una brevissima descrizione di una delle regioni italiane che preferisco, l’Umbria. All’epoca doveva ancora nascere “il motociclista affamato” ma noi tre eravamo già sulla buona strada partendo per una 2 giorni intensa e memorabile a suon di chilometri, paesaggi, ottimo cibo e naturalmente vino! Ho detto noi tre perché oltre a me e la mia inseparabile compagna di avventure, la dolce Vale, c’era lei, la nuova bimba appena presa che scalpitava per essere rodata a dovere, la Duchessa! Una splendida esemplare di KTM Duke R! La mattina del 22 aprile 2011 eravamo presto pronti a partire muniti solo di due caschi e uno zainetto, che si rivelerà di una capienza pressoché infinita. Decidiamo di prendere a fionda l’autostrada, con poco tempo a disposizione è bene avvicinarsi a quella che sarà la nostra meta, Spoleto. Ed eccoci a Spello; dopo 260km filati lo stomaco parlava con possenti rauchi, le chiappe si erano incollate alla sella e la moto stava esaurendo i 10l di serbatoio ed era prossima alla riserva!

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Non facciamo in tempo a parcheggiare che da buoni affamati ci siamo catapultati dentro un’osteria dalla quale fuoriuscivano irresistibili profumi delle ottime pietanze tipiche umbre. Il pranzo è stato da veri “affamati” a base di strangozzi (pasta tipica umbra) con crema tartufata, scaloppina con pecorino, coniglio alle erbe, verdura in padella, insalata e il primo mezzo litro di vino della giornata. Seduti al tavolino abbiamo iniziato a gustarci le portate e nel mentre che noi continuavamo a degustare, al tavolino proprio di fianco al nostro abbiamo visto alternarsi in successione due coppie, la prima era arrivata per pranzo contemporaneamente a noi, aveva finito ed aveva ceduto il posto alla seconda, che una volta finito anche questa il pranzo ci aveva lasciato mentre ancora avevamo da ordinare il caffè.

Usciamo dall’osteria decisamente sazi e ci concediamo una passeggiata in questo bellissimo borgo arroccato sulla collina, uno spettacolo per gli occhi e per i sensi passeggiare lungo i viali circondati da case in pietra, sembrava di essere in un’altra epoca! Ci dirigiamo su un muretto a mo’ di terrazza e ci gustiamo il panorama prima di tornare verso la Duchessa, non prima però di regalarci un interessante tour nel museo (gratuito) di Norberto, pittore e scultore naif originario di questo comune che raffigurava in moltissimi dei suoi dipinti dei frati in miniatura su degli sfondi medievali.

In ripartenza da Spello ci immergiamo nella campagna umbra e nei suoi splendidi paesaggi; campi coltivati, praterie, vigneti, insomma niente da invidiare alla nostra Toscana. Proseguiamo a caso, facendoci prendere da queste magnifiche strade ricche di colori ed emozioni fermandoci di tanto in tanto per qualche foto in modo da immortalare questi momenti.

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D’un tratto spunta il cartello Montefalco. Qui il vino è al top ed il Re assoluto è il Sagrantino! (uno dei miei vini preferiti).

Decidiamo di dirigerci verso la cantina Tabarrini per l’acquisto di un paio di bottiglie e al nostro arrivo veniamo accolti in maniera esemplare; i proprietari dopo essersi presentati ci conducono a fare un tour nelle loro cantine e molto gentilmente ci spiegano ogni passaggio che trasforma le loro uve in incredibili vini, un’esperienza interessantissima per noi. Dopo il tour eravamo pronti per l’acquisto ma ancora una volta veniamo fermati e fatti accomodare in una bella sala dove ci portano 4 bicchieri di assaggio a testa per farci sentire 4 dei loro vini e ad ogni bicchiere segue una descrizione accurata del vino stesso. Secondo noi è doveroso elogiare chi fa questo lavoro con estrema passione, ogni parola da loro detta trasudava questa passione, la stessa che ci ha portato a passare il nostro pomeriggio come non immaginavamo, eppure eravamo solo due ragazzi e una moto, non certo intenditori o clienti ai quali riservare un trattamento del genere!

Riusciamo finalmente a comperarci queste due bottiglie di ottimo Sagrantino e ci facciamo dare un utilissimo consiglio sul dove andare per cena la sera stessa (come se il pranzo non ci fosse bastato!).

Ripartiamo un “pochino molto tanto” ubriachi e cerchiamo la superstrada per raggiungere l’albergo a Spoleto ma neanche a dirlo ci perdiamo subito e non vediamo nemmeno gli autovelox arancioni che contrastavano con il verde dei prati – e dire che hanno anche la luce lampeggiante sopra – eravamo troppo impegnati a ridere come degli stupidi sulla nostra Duchessa! La fortuna volle che la direzione presa fosse quella giusta ma rimaneva il fatto di dover trovare sempre il nostro albergo!

Reputo gli umbri molto gentili, rispettosi e disponibili e questo caso conferma il tutto: giunti in città decidiamo di chiedere informazioni a qualcuno e per fare questo ci infiliamo nel parcheggio di un supermercato.

Guarda! C’è un signore che sta mettendo la spesa in bauliera! Sentiamo lui!

Il tipo con molta calma ci spiega la strada più volte ma ovviamente noi continuiamo a non capire niente ed in più ci tratteniamo dal ridere per la situazione che avevamo creato; il tipo capisce tutto e se ne esce con:

Ragazzi lasciatemi finire di mettere la spesa in auto, poi venitemi dietro che vi ci porto io dove dovete andare! Che dire… Mille grazie a questo signore! Se per caso leggerà questo racconto è giusto che sappia che è merito suo se quella notte abbiamo dormito in un letto!

L’albergo è in campagna, strada sterrata per raggiungerlo, ma immerso in un oliveto e con tutto il verde intorno, a completare il quadro ci sono anatroccoli, papere e quant’altro… Ottimo!!!

Doccia veloce e poi via a cercare il ristorante consigliatoci, il quale si troverà a Trevi, circa 20 min. di moto da dove eravamo.

Parcheggiamo e iniziamo a gironzolare per il paese cercando un’anima che ci illustri il suddetto ristorante (strano eh!?).

Trovato! Entriamo dentro ancora mezzi brilli e veniamo accolti in un atmosfera unica; musica jazz in sottofondo, aforismi scritti artisticamente sui muri, arredamento inusuale (es. una bici poggiata ad un muro come fosse un parcheggio) ed il giovane allegro simpatico ed informale proprietario che ti fa subito sentire a casa tua! Ci porta ad un tavolino un po’ isolato in modo da lasciarci in intimità e subito ci chiede se gradiamo del vino: che dici!? Secondo te non ci prendiamo una bottiglia anche stasera?!

Seguitemi!

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Ci porta dietro un bancone mostrandoci gli scaffali di vino e ci indica due sedie li accanto per stare seduti durante la scelta. Scegliamo un FAROALDO del 2000, ultima bottiglia, scelta più che ottima!

Ora non resta che decidere cosa mangiare con quel vino… Semplice! Qui ogni cosa cucinata è fatta con ingredienti delle zone limitrofe e noi ci buttiamo su quello che sembrava un menù un po’ azzardato ma in realtà molto ma molto anzi no, più che squisito:

  • lardo e arance su bruschetta
  • formaggio fresco di mucca con miele pere e noci
  • insalata tacchino e kiwi
  • frittata al tartufo e cipolle rosse
  • gnocchetti zucchine e guanciale croccante con crema di yogurt
  • lombatine alla brace con pepe verde cavolo e cioccolata

(prezzo del menù 25 euro)

In più ci viene offerto:

  • mattonella al cioccolato con arancia
  • caffè e coperto

Neanche a dirlo considerando i tempi biblici che ci mettiamo a mangiare rimaniamo fino a sera tarda e ci mettiamo a chiacchera con il proprietario che non si curava affatto che forse era l’ora di chiudere le serrande e che gli ultimi clienti prima di noi se ne erano andati da un pezzo!

Viaggio di ritorno in albergo easy e risate a più non posso! Non sapevamo più se nelle vene circolava il rosso sangue o il rosso vino!!!

Sveglia presto (8.30) e nessunissimo mal di testa né tanto meno bocca impastata o necessità di acqua durante la notte, il vino che avevamo bevuto per tutto il giorno non era vino, era un SIGNOR VINO!!!

Dopo una intensa colazione ci dirigiamo in città e visitiamo finalmente Spoleto, non avremo molto tempo perché dopo pranzo dovremo rientrare verso casa…

Molto bella! Cittadina arroccata su una collina e con una vallata che le fa da cornice, ricca di sali-scendi e “viuzze” particolari, un magnifico Duomo, il teatro romano, le mura (le più antiche risalgono addirittura al II sec. a.C.) e poi lo strepitoso ponte delle torri del XIII sec. Lungo 230m ed alto ben 80m!!!

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Questa cittadina è famosa anche per il “Festival dei due mondi”, una manifestazione internazionale di musica, arte e cultura che si svolge ogni anno.

Ci concediamo una gradevolissima passeggiata in centro e poi saliamo fino a raggiungere l’imponente ponte, è un’emozione essere immersi in tanta storia e arte, la città ci lascia letteralmente senza parole!

Peccato che inizi a cadere qualche goccia e che ciò ci costringa a cercare un riparo all’insegna ancora una volta dell’ottima cucina umbra…(ho detto peccato?! Forse era quello di gola!?!?)

Se il pranzo del giorno prima a Spello era stato piuttosto lungo, qui abbiamo battuto ogni record!!! Siamo rimasti seduti a tavola per più di due ore seppur il menù non fosse poi così lungo: – strangozzi ai funghi e tartufo – strangozzi alla spoletina – braciola con verdure – frittata al tartufo – vari contorni e neanche a dirlo un po’ di vino!

Il ristorante era pieno di turisti e noi finiti i secondi e in attesa di chiedere il caffè ci siamo messi a scherzare e ridere facendo un po’ gli “stupidi” per una buona mezzora finché ad un tratto notiamo che al tavolino accanto al nostro una coppia di stranieri ci stava osservando molto divertita, che figura pensiamo noi… invece è un piacere quando vediamo che quella coppia, sulla cinquantina, alza i bicchieri e ci dedica un brindisi! che onore!

Purtroppo è ora di tornare, un salto in albergo dove torniamo a prendere lo zainetto che gentilmente ci avevano tenuto per non portacelo in città e poi via verso casa!

Già… lo zainetto!

Ricordate che avevo detto essere di una capienza infinita? Bene, dalle foto non sembrerebbe ma al suo interno troviamo: – cartone di vino con due bottiglie – un cambio completo mio – un cambio completo di Vale – beauty case con la roba per il bagno – piccoli souvenir (quasi microscopici questi ultimi)!

Il rientro procede tranquillo ma l’imprevisto era dietro l’angolo; nei pressi di Firenze la Duchessa inizia a perdere colpi, i giri salgono lentamente e la velocità massima non supera i 125 km/h. Paranoia pura! Adesso che avrà la moto!? È nuova!!!

Proseguiamo lentamente fino a casa dove una volta aperta la sella scopro l’arcano: Il catenaccio per legare la moto costituito da una catena rivestita di stoffa in modo da non graffiare accidentalmente i cerchi durante il suo utilizzo era stato risucchiato quasi interamente dallo snorkel della cassa filtro e nella cassa filtro stessa erano finiti più di 50cm di catena! Per forza perdeva potenza, non arrivava aria al motore! Fortunatamente nessunissimo danno!

Posso affermare che questo week-end è stato uno dei più divertenti della mia vita, troppe situazioni assurde, da riderci sopra per interminabili minuti, ma alla fine tutto è stato perfetto e l’Umbria ci è rimasta nel cuore!

L’anno dopo non abbiamo resistito e ci siamo tornati per nuove avventure!

Umbri, che ne dite di adottare una coppia di toscani?

Simone.

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