I 4 Passi: Passo della Cisa, del Lagastrello, del Carpinelli e del Cipollaio

Autore: Simone

Avete presente quella sensazione di sazietà di spirito e di leggerezza dell’anima?
Si, va beh, semmai lo spirito sarà appagato più che sazio, ma il punto è che questo giro per me e per i motociclisti affamati ha rappresentato qualcosa in più che belle curve, bei paesaggi e naturalmente ottima compagnia. Questa volta non mi soffermerò sul tipo di percorso che abbiamo pennellato, mi basta nominare tre passi per farvi capire subito di cosa si tratta: Cisa – Lagastrello – Carpinelli e per concludere aggiungerei il quarto: il Cipollaio.

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Il fatto è che sentivo dentro questa sensazione di pace, di tranquillità, mi stavo rilassando alla guida godendomela al cento per cento. Poco conta la fase iniziale del giro costretta in autostrada, una volta riconsegnato il biglietto al casello e iniziate le curve a prevalere è stata una sensazione di libertà, di liberazione, uno sfogo contro le solite abitudini quotidiane e i piccoli talvolta sciocchi problemi giornalieri.

Sarà stato che erano posti nuovi per me; sarà stata la Cisa che ad ogni curva ne seguiva una migliore e che, curva dopo curva, ti allontanava sempre più dai soliti “luoghi comuni”; sarà stato che mi sembrava di vedere tutti i miei compagni affamati sorridere sui loro puledri. Non so cosa sia effettivamente stato, ma sicuramente è stato stupendo!

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Forse chi leggerà questo post sarà un biker e capirà le sensazioni che ho provato, ma non si tratta di possedere una moto e partire per un giro, secondo me questa è pura passione!
E sarà proprio la passione ad emozionarvi facendovi vivere, qualunque essa sia, da una gita in moto con amici ad una camminata in spiaggia al tramonto.

Proprio la seconda nostra passione ci metterà, passata la Cisa, di fronte ad un mega vassoio di bucatini all’amatriciana, ottimi per rifornirsi ma uniti a tordelli di patate al formaggio e insaccati vari, meno utili per affrontare il passo del Lagastrello e subito a ruota quello del Carpinelli per ritrovarsi verso Castelnuovo.

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Una miriade di curve, sempre meravigliose ed in piena sintonia con quelle della mattina, continuare a viaggiare con le ruote che nemmeno più toccano l’asfalto è una libidine, e lo è ancora di più condividerle con una coppia del gruppo della Tartaruga(non ricordo quale tipo di tartaruga :-)), incontrata proprio a pranzo, che con noi condivide la stessa passione.

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Siamo ormai a quota 300km e ne mancano poco meno di un centinaio per chiudere il cerchio, il fisico ma soprattutto il fondo schiena lo richiederebbero ma la mente e lo spirito ormai se ne stanno in un limbo e pare non ne vogliano sapere di tornare sulla via di casa, ormai sono purificati e galleggiano regalando un’impagabile sensazione di benessere.

Inevitabilmente si giunge ai saluti, è bello vedere i volti degli affamati un po’ stanchi (sono sempre 8 ore di moto escluso il pranzo) ma felici e soddisfatti, ognuno a modo suo ricorderà con un sorriso questa giornata!
Un grazie infine all’affamato Andrea, propositore e guida della scampagnata!

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