FrancigEroica 2015

La bella stagione è iniziata, la primavera è arrivata, il fango e la neve ormai sono un ricordo. Decimati da ginocchia rotte, spalle lussate, narcolessia e moto insabbiate, un terzetto di motociclisti affamati è partito per raggiungere un mega “gruppone” formato e voluto dai ragazzi di enduro Explorer. Il gruppone si allungherà sulle strade bianche toscane con partenza da Siena. Per raggiungere Siena dalla Versilia abbiamo optato per tagliare dalle campagne di Volterra e godere così a pieno di tutte le curve possibili e di qualche svirgolata in compagnia. Ovviamente abbiamo bucato subito il primo punto di ritrovo, ma cosa pretendete da due lucchesi, un pisano e due livornesi alle otto di mattina?

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Grande organizzazione quella di David, il nostro uomo a Siena, e di tutti gli altri ragazzi che lo hanno aiutato nell’impresa di far scorrere nel polverone una trentina di endurone imbizzarrite. Il giro ripercorre parte dell’ eroica e tratti della via Francigena. David grande esperto di questi percorsi scrive nella sua descrizione:

l’Eroica e la Via Francigena due strade con due storie diverse in epoche diverse, ma entrambe raccontano storie di una vita passata ormai dimenticata. Una racconta gli anni ’40 e il dopoguerra, strade che univano la vita contadina ad un inizio di vita di città, l’altra con sentieri che garantivano una certa sicurezza dai briganti che vivevano nelle valli della Val D’Orcia per chi li percorreva.

La via Francigena non era solo una strada dei pellegrini ma anche una rete viaria che congiungeva le varie fortificazioni sopra le valli di Montalcino, Rocca D’Orcia, Radicofani.

Il Dipartimento di Archeologia medievale ha egregiamente rappresentato quell’epoca raccontando la storia di un Mastro Fabbro che da Radicofani arrivava, in un anno di percorso, a Poggibonsi percorrendo gli antichi sentieri della nostra provincia!

Le moto scorrono veloci, con pause organizzate per godere del magnifico paesaggio toscano. In foto uno dei passaggi più belli: l’antica strada sterrata che porta a Pienza.

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A circa metà percorso abbiamo avuto l’occasione di pranzare a Lucignano d’Asso, in un tipico alimentari toscano immerso nella natura. Vino, affettati e formaggi ci hanno ricaricato per la ripartenza dandoci anche l’occasione di conoscersi, di scambiare battute, figurini e racconti di viaggio. Dopo pranzo la concetrazione cala e il brecciolino richiede particolare attenzione. Non fatevi prendere la mano su questo tipo di fondo, facile, duro ma ricco di insidie, è molto facile cedere alla tentazione del gas, ma frenare richiede particolare sensibilità e spazio, ma bando alle ciance, di seguito un folta galleria fotografica che riassume al meglio lo spettacolare giro, un classico, un giro che non deve mai mancare nel vostro elenco di cose da fare in toscana, alla fine della giornata il mio contakilometri era a quota 460km.

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Saluti affamati ai ragazzi di enduro explorer e litorale toscano

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