Cow Adventure 2017

Nei giorni 16-17-18 Giugno si è svolta la Cow Adventure, un motorally non agonistico da percepire come un viaggio di circa 400 km su strade sterrate, dico percepire perché poi finisce che ti ingarelli. La partenza era da Farini, ritrovo il venerdì sera, ritiro gadget, cena e poi a nanna in campeggio. Durante e dopo la cena abbiamo avuto modo di conoscere gli organizzatori, gli ottimi Vanni e Dario, simpatici personaggi, sempre disponibili e soprattutto capaci di organizzare una manifestazione come la Cow con circa 130 iscritti.

Il parco moto era abbastanza livellato, moto da rally: Africa Twin, Ktm varie, Husqvarna, Suzuki e altri cancelli di una certa età.

Si parte il sabato mattina, il percorso è piacevole, nulla di difficile per noi abituati all’ enduro toscano impestato, per cui si scorre veloci. Dopo un po’ ci fermiamo attendendo qualche pilota vero, noi siamo dei pivelli in confronto a quelli del club dell’Africa Twin capitanati dal quel personaggio di Boano, ci accodiamo, ed è veramente dura stargli dietro. Nonostante i numerosi jolly arriviamo accodati al pranzo del rifugio monte Penna, ottime tagliatelle, patate e arrosto e via andare fino a Rapallo dove ad attenderci ci sarà il terzo elemento del gruppo con la sua ktm 690 enduro.

A Rapallo, dopo un bel bagno, facciamo due chiacchiere con un dakariano vero: Livio Metelli, forse lo stressiamo di domande ma lui è disponibile per la chiacchierata mentre stringe due bulloni alla sua ktm 450 Dakar.

La cena è stata qualcosa di spettacolare a tavola con Roberto Boano e gli altri ragazzi del club Africa Twin. Boano che racconta le sua avventure alla Dakar, in un piemontese stretto è un cabaret impagabile, racconti di avventure di altri tempi descritti con la sua simpatia sfrenata, in tutti i sensi.

Dopo cena, caffè, grappa e a letto belli freschi, il giorno dopo ci aspetterà la giornata della sfiga quando a causa di un piccolo problema alla moto sarò costretto ad abbandonare.

Giro i tacchi, spingo la moto per qualche chilometro e mi butto in un campeggio, doccia e birrini vari arriverò a sera bello riposato. Il resto del mio gruppo riparte ma dopo poco mi vedo arrivare il secondo, caduto, tubo frizione rotta e ciao Cow Adventure.

Il terzo, poveraccio, è arrivato a Farini, ha preso il furgone, si è fatto tre ore di curve e ci ha recuperato a Sestri Levante.

In conclusione la Cow mi è piaciuta molto, il percorso ha vari livelli di difficoltà e tipo di fondo, forse anche più difficile della HardAlpitour anche se ovviamente più corta e non in notturna, la gente è simpatica e rilassata, si mangia bene e si dà del gas in serenità.

 

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