Bmw Motorrad Days 2014 – Il viaggio

Garmisch-Partenkirchen è una delle mete più ambite dai motociclisti appartenenti al marchio BMW. La località alpina si trova in Germania e per noi motociclisti affamati poco importava l’appartenenza al marchio ma era una scusa per  viaggiare, macinare kilometri, attraversare le Alpi, l’Austria e arrivare in Germania. E così è stato.

Le tappe principali del viaggio sono state all’andata: passo della Cisa, Parma, Merano e la fabbrica della Forst, il passo del Rombo, Solden, Garmisch. Al ritorno: Innsbruck, passo del Brennero,Vipiteno, passo del Giovo, passo dello Stelvio, passo dell’Aprica, lago d’Iseo, Brescia e casa in Toscana.

La partenza

Quando si superano i 500km la moto deve a posto. I bagagli devono essere ripartiti uniformemente ed è buona norma controllare la pressione delle gomme una volta caricata.  Bisogna avere con se almeno un kit anti foratura, tappi per le orecchie, una tuta anti pioggia a portata di mano. Per l’Austria servono il gilet ad alta visibilità e il kit pronto soccorso omologato DIN1367. Se siete intenzionati a prendere le autbahns austriache dovete comprare la famosa vignette in qualche tabacchino nei pressi o dopo il confine.

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L’ autostrada è una noia ma è l’unica soluzione per attraversare il nord Italia. Si scorre veloci sulla Cisa passando Parma, Reggio Emilia e inforcando finalmente la A22 che ci porterà fino a Bolzano sud per pranzare a Merano alla fabbrica della Forst, tris di canerderli e birra.  Qui anche noi motociclisti possiamo bere una birra leggerissima (solo 2.5 alc.) ma comunque buona come le altre.

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A questo punto arrivati a Merano finalmente cominciano le curve, il fresco e l’alta montagna. Ci avvitiamo verso San Leonardo in Passiria. Alla ricerca del passo del Rombo.

Passo del Rombo

Autore: Simone

E’ dura alzarsi dalla seggiola con tre enormi canederli che si litigano ogni centimetro cubo ancora disponibile all’interno dello stomaco; ma è ancora più dura rimettersi in sella dopo che tutto l’organismo è ormai impegnato a svolgere quella che sarà una lunga digestione.

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Fortunatamente il “peggio”, o meglio, la parte più noiosa e dritta è alle spalle e davanti a noi ci aspettano paesaggi alpini, belle strade, un po’ di fresco che non guasta mai e ancora molti chilometri che saremo in grado di superare senza problemi, sfruttando fino all’ultima caloria tutta l’energia assimilata dal pranzo.

Lasciamo Merano e imbocchiamo la SS44, direzione Passo del Rombo. Non molta strada ci separa dall’inizio della salita del passo e già il traffico di moto, soprattutto BMW, che incontriamo si fa intenso, tutti in direzione di quello che è anche il nostro obiettivo: Garmisch-Partenkirchen.

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Imbocchiamo la salita e non nego con un po’ di emozione essendo questo il primo passo alpino che mi trovo a percorrere, la strada va su svelta con curve leggere ma cieche alternate via via a tornanti piuttosto stretti, anche la carreggiata in se non è molto larga ma man mano che l’altitudine sale il panorama prende il sopravvento e si apre sempre più con scorci davvero suggestivi.

Poi un puzzo di frizione bruciata interrompe l’incanto e poche curve dopo eccoli li; un bel gruppetto di motociclisti tedeschi, molti dei quali con moto belle nuove fiammanti! Li vedi tutti appiccicati a pochi centimetri l’uno dall’altro lottare con i loro mezzi che sembrano imbizzarriti, quasi posseduti, che non ne vogliono sapere di rispondere ai loro comandi! Ogni tornante eseguono degli assoli di frizioni, roba da chiodi, rischiando la collisione ognuno con l’altro guidando con traiettorie che sembrano uscite da un grafico sismico, è bene superarli in fretta prima che succeda il dramma anche se la cosa è ardua (ora capisco come mai le moto di nuova generazione vengono dotate di abs, sospensioni autoregolanti, traction control, ecc.). Per fortuna ad aiutarci troviamo un semaforo rosso che alterna i sensi di marcia causa una piccola frana in carreggiata. Riprendiamo a salire e la magia rincomincia subito, ormai non manca molto alla vetta, il panorama è immenso e appaga gli occhi come mai nessun altro prima, intravediamo il cartello: PASSO DEL ROMBO 2509m slm. Fermiamo le moto nello spiazzo prima del tunnel per goderci lo spettacolo offerto dalla valle vista dall’alto, per qualche foto e per rinfrescarci con i 9 gradi di temperatura prima di ripartire per attraversare lo stesso tunnel che segnala 1 km al confine con l’Austria.

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Lo spettacolo offerto dal versante opposto è ancora meglio, qui regna ancora la neve e la strada è priva di parapetti, cosa che la rende molto emozionante e sicuramente unica, te la godi con gli occhi prima che con le ruote vedendola che scende fino a valle circondata dalle cime impetuose alpine, a tratti verdi e fiorite, a tratti ancora innevate, vi giuro, una cosa indimenticabile! Ci ritroviamo poi alla nota dolente, al confine con sorpresa c’è da pagare il pedaggio; quanto costa tutto ciò appena descritto? 14 euro. Scendiamo veloci fino a valle e cerchiamo di passare tutta l’Austria imboccando strade secondarie scorrevoli con tipici paesaggi Austriaci, rilassanti e piacevoli a mio giudizio.

Garmisch

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La strada che arriva a Garmisch è molto piacevole, curve morbide in mezzo ai boschi e carovane di bmw da ogni dove che sfrecciano verso la meta. Appena arrivi ti accorgi che non sei in Italia ma in Germania. Te ne accorgi dalla massima organizzione e educazione in tutto: camping, parcheggi, bagni e tutto il resto. Il raduno è in pieno stile bmw, è la festa del marketing, ma a noi poco importa perché la festa c’è, noi ci siamo e l’ambiente di montagna è molto piacevole.

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La cosa più bella è osservare le migliaia di moto parcheggiate e personalizzate. Non mancano gli spettacoli degli stuntman, le moto in esposizione e tutti gli accessori annessi. Di rilevanza è il museo delle moto d’epoca, veramente belle queste bmw. La sera ci sono concerti,  sotto il famoso tendone, in pieno spirito bavarese: si mangia, si beve, si canta e si balla ma all’una di notte in punto tutti a letto eh! Nei due giorni i motociclisti affamati hanno potuto dare sfogo alla loro fame assaggiando la cucina bavarese proposta ai banchi di questa festa. Dallo stinco, ai wusterl di ogni tipo, panini con il maiale e senape a cascate. La Weißbier o Weissbier (“birra bianca”) scorreva a fiumi per abbeverare qualche decina di migliaia di motociclisti.

La domenica è tempo di smontare tende e ripartire. Nonostante i calcoli pessimistici ci svegliamo prestissimo, prepariamo i bagagli in men che non si dica e siamo pronti per affrontare il viaggio di ritorno. La strada verso Innsbruck alle sei di mattina è l’Eden del motociclista. Ci siamo solo noi tre e il sole che entra nelle vallate alpine diradando la nebbia che scompare fra boschi di abeti. I morbidi saliscendi austriaci sono veramente una bellezza. Le moto sembrano volare. A Innsbruck imbocchiamo l’autostrada del Brennero. La nostra prossima uscita sarà Vipiteno.

Passo del Giovo

Poco dopo le otto di mattina siamo già in Italia, usciti a Vipiteno si sale verso il passo del Giovo. Una bella strada con curve ampie e sinuose salgono su fino a 2000 metri. La discesa è altrettanto bella e attraversa varie zone boschive molto particolari e caratteristiche.

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Passo dello Stelvio

Sapevamo già a cosa saremmo andati in contro sullo Stelvio: al traffico. Da Merano salendo da Trafoi cerchiamo di dileguarci fra le auto. Finalmente la coda si dirada e siamo pronti ad aprire un po di più il gas, ma poco. Al primo tornante ci ritroviamo a frenare insieme ad un gruppo di bikers Harleysti tedeschi, ancora una volta incapaci di fare le curve, un tre ruote, un pulmino, qualche Gs d’annata, otto ciclisti, tre pedoni, un fagiano alpino e un pastore maremmano.

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Dopo le decine di tornanti raggiungiamo la vetta ad oltre 2700 metri. Sembra di entrare nel mercatino dell’usato della domenica. Dopo Marrakech non pensavo di trovare un souck in alta montagna. Frotte di auto d’epoca, Porsche, Audi e Ferrari a spasso sul passo in bella mostra ci fanno scappare subito per la discesa verso Bormio. Lo Stelvio ormai non è più un passo di montagna, è una vetrina.

Il rientro

Il rientro è duro, mani, spalle e non solo quelle sono indolenzite ma contrariamente a quello che si può pensare anche loro si stanno abituando sempre di più al viaggio. Si, dopo tutti questi kilometri puoi dirti pronto per ripartire. La moto ti sta a pennello, conosci ogni suo rumore, ticchettio e borbottio. Le chiappe hanno la forma della sella e la postura si è adattata completamente alla moto.

Scesi dallo Stelvio ci aspetta un lungo trasferimento verso Brescia e l’autostrada. Per fortuna in mezzo c’è Aprica che con le sue belle curve e asfalto nuovo ci fa dimenticare la strada che manca fino a casa. Scesi dal passo ci dirigiamo verso Iseo e la trafficata statale piena di gallerie che si snoda lungo il famoso lago.

Ecco l’autostrada, a volte santa a volte infernale. Passiamo indenni la noia della pianura Padana che ci attanaglia con la sua afa estiva. Le moto scorrono lisce verso la Toscana e superato il passo della Cisa, già sentiamo nelle nostre narici l’odore del salmastro e della nostra terra che ci accoglie festosa come sempre.

Una volta arrivato a casa, giri la chiave, spegni la moto  e ti domandi, e ora? Quando riparto?

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