Adventure school / affamato academy nel Volterrano

Cosa c’è di più bello dell’odore di una frizione bruciata alla mattina?… cit. Se non volete spendere migliaia di € in scuole di avventura o acccccademie(alla livornese) di guida enduristica con grosse bicilindriche servono alcuni requisiti fondamentali: un paio di amici manici, essere un minimo svegli e svelti, non conoscere le strade, avere la targa ben fissata, avere due gomme tassellate, aver letto qualcosa sulla guida off-road, avere fortuna(molta fortuna) e  avere una voglia matta di avventura.

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L’affamato adventure school è una scuola di sopravvivenza, scordatevi le lucidature con il wd40, i completi rally stirati, il tris di alu a specchio, i paramani immacolati e i paracoppa luccicanti perché tutto questo servirà alla vostra amata fida donzella per non venire risucchiata dal terreno in men che non si dica e a quel punto il vostro gioco preferito diventerà quello di contare i danni dopo ogni uscita, ma le moto vanno usate, questo è il nostro pensiero, altrimenti, gs, africa o adventure, cosa ce lo hai scritto a fare sul serbatoio?

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Questa volta siamo partiti con alcune mappe stampate, un gps che non và, consigli ricevuti qua e là dalla rete, una mappa in scala astronomica e qualche fascetta alla volta degli sterrati volterrani consentiti e compatibili con il nostro tipo di moto, ovvero cavalli di ferro di più di 250kili. Direte: “siete scemi?”, e no purtroppo, la passione è passione e dopo le fatiche mentali e fisiche della settimana lavorativa questo tipo di attività è un toccasano per i quattro sensi.

Appena imboccato lo sterrato nella zona di Santa Luce, già dentro di me penso che oggi sarebbe stata una giornata rilassante, strade bianche, bel sole e le colline toscane a farti da quadro dentro il casco. Solo un po’ di polvere e niente di più, vedevo già un bel kilo di chianina nel mio piatto. E invece:

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Ormai per fortuna le mie prove le ho già fatte nei giri scorsi(qualcuno meno) e in questi anni di moto, quindi l’unica soluzione è andare su e far lavorare la moto fin che regge. Al bivio sbagliamo subito strada, ovviamente, saliamo su da un sentiero, difficile, molto difficile. Dopo diversi tentativi ci ritroviamo in un capanno per cacciatori, non bene.

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I gs e la ktm vanno su senza grossi problemi mentre la vecchietta AfricaTwin risente dei suoi 23 anni facendo “smarmottare” diverse volte il suo fantino. La discesa è molto difficoltosa ma per fortuna le moto lavorano come orologi e ci consentono di raggiungere nuovamente l’asfalto.

Mappe incollate sul serbatoio ci portano a Chianni e poi in direzione Lajatico più o meno a occhio, imbocchiamo qualche sterrato a caso, fra guadi, pastori maremmani, cascine abbandonate, pecore, lama (sì lama), piste per trattori, fanghiglie e chi sà cos’altro. Un gran divertimento, mi sentivo veramente un “bimbetto” al parco giochi. Dopo pranzo siamo riusciti a raggiungere il teatro del silenzio e a percorrere qualche altra bella decina di kilometri di strade bianche fino a raggiungere Volterra. Purtroppo le giornate corte ci hanno fatto desistere dall’affrontare un’altra serie di sterrati e lentamente siamo rientrati verso casa pronti per la prossima avventura.

Insomma per farla breve, qui il corso è veloce e indolore… quasi. Si spende nulla… quasi.

Saluti affamati


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