Paella de marisco

Di ritorno da terre spagnole ho pensato di utilizzare la memoria del gusto da affamato per ritentare un piatto tipico: la paella. Ho optato per quella di mare, ma come tutti sappiamo ne esistono diverse varietà: fra le più famose quella alla valenciana e quella alla catalana. Tecnicamente una è di carne e verdure e una e di pesce e verdure. Regola base: “averci la padella e uno spargifiamma, ma non la padella, la PAELLA” sennò viene più o meno un buon risotto, molto simile.

Quella che ho fatto io è completamente di pesce e servono:

Scampi e gamberi, cozze e/o vongole, calamari, pesce anche vario, pomodori pelati, cipolla e aglio.

In poche parole:

 

1) si fanno le cozze e le vongole a parte, si scola l’acqua di cottura e si tiene da parte per dopo.

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2) Nella paella con bel po’ di olio si fanno i gamberi e scampi al guazzetto si tolgono e si mettono da parte.

 

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3) Preparate con il mixer aglio e cipolla tritati e soffrigeteli nell’olio di prima.

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4) Aggiungere le spezie, un po’ di polpa di pomodoro, zafferano e paprika, i calamari e il pesce misto.

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5) La parte più difficile è la cottura del riso: “dice” che loro non lo girano mai, facendolo attaccare il giusto. Questa cottura lo fa diventare tipo una cecina ma cotta.

Comunque, aggiungere il riso, poi l’acqua del pesce e altra acqua fino a cottura e sperare che non bruci tutto. Aggiungere il resto dei crostacei quasi a fine cottura.

Sinceramente nella mia replica ho trovato delle differenze fondamentali: la cottura (ho ceduto alla tentazione di girarla), un po’ nel sapore (in Spagna è più salata) e sicuramente nella consistenza (la vera è più compatta), il risultato è stato ottimo lo stesso e lo dimostra il fatto che è stata letteralmente sbranata.

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La cottura lenta e senza mai girare il riso è la chiave di tutto il piatto.

Buon appetito.

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